Data evento: 
da 02/06/2017 a 25/06/2017
Preview per la stampa, mercoledì 31 maggio 2017, ore 11 Inaugurazione, venerdì 2 giugno 2017, ore 11.30

In occasione della III edizione del Festival delle Basse - che si svolge a Este, in provincia di Padova, dal 2 al 4 giugno 2017 - il Museo Nazionale Atestino è lieto di presentare la mostra

 

Vivian Maier. Dagli Stati Uniti allo Champsaur

 

che sarà ospitata dal 2 al 25 giugno 2017 nella Sala delle Colonne della sede del Museo a Este.

 

L'esposizione - a cura di Federica Gonzato e Francesca Zanardo, promossa dal Museo Nazionale Atestino - Polo Museale Veneto e realizzata in collaborazione con la Association Vivian Maier et le Champsaur - presenterà un corpus di 48 opere della grande fotografa statunitense appartenenti al "Fondo francese Vivian Maier" e una selezione di 15 vintage americani.

 

La mostra - che si articola in un percorso che si snoda attraverso due nuclei di opere che inquadrano due differenti momenti della produzione di Maier e che sarà accompagnato anche dalla proiezione di alcuni documenti video dedicati all'artista - si propone di indagare e far conoscere al pubblico una parte meno conosciuta della biografia e dell'opera della fotografa americana, legata alla terra natale della madre, la Francia e, in particolare, alla regione dello Champsaur, nel dipartimento delle Alte Alpi.

 

Vivian Maier nasce nel 1926 a New York da padre americano e madre francese con la quale, tra il 1932-1933, si trasferisce a Champsaur in Francia dove risiede per alcuni anni. Dopo essere rientrata negli Stati Uniti nel 1938, Maier torna in Francia tra il 1950 e il 1951 per mettere all’asta una proprietà di famiglia che le era stata lasciata in eredità, ed è in questo momento che inizia a realizzare parte dei lavori espositi in occasione della mostra al Museo Nazionale Atestino. Percorrendo la regione in bicicletta, inizia a  scattare le sue prime fotografie “francesi” catturando i volti delle persone che incontra - contadini, bambini, anziani - con la stessa ossessione per la documentazione e l’accumulo che caratterizza la sua successiva produzione americana e rappresenta una delle chiavi principali della sua poetica.

Tornata a New York, con i soldi ricavati dalla vendita della casa in Francia compra una Rolleifleix 6×6 con la quale inizia a viaggiare negli Stati Uniti prima di stabilirsi a Chicago per lavorare come bambinaia, iniziando allo stesso tempo a dare libero sfogo alla propria passione per la fotografia. Tra il 1959 e il 1960 compie un lungo viaggio intorno al mondo e come ultima tappa sceglie di tornare nuovamente a Champsaur dove continua la documentazione della regione e dei suoi abitanti spostandosi in bicicletta e scattando moltissime fotografie.

Negli anni successivi, rientrata nuovamente e definitivamente negli Stati Uniti, Maier continua a lavorare come bambinaia e a scattare moltissimo, anche a colori, andando a costituire l’enorme archivio - composto da oltre 40mila negativi, dei quali circa 15mila ancora all'interno di rullini non sviluppati - tornato recentemente alla luce grazie al lavoro di John Maloof. Nel 2007, infatti, a causa di alcuni pagamenti insoluti, parte dei beni e della produzione fotografica di Maier erano stai ceduti e chiusi in un armadietto di archiviazione. Questi beni vennero successivamente messi all'asta e furono acquistati per poche centinaia di dollari da Maloof, fotografo per passione e agente immobiliare per professione, in cerca di materiale fotografico per la scrittura di un libro sui quartieri di Chicago.

 

Con il patrocinio dei Comuni della Rete culturale delle Basse

Mostra realizzata in collaborazione con Association Vivian Maier et le Champsaur, Glass studio, Festival delle Basse

Progetto scientifico a cura di Federica Gonzato e Francesca Zanardo

Curatela tecnico-organizzativa GLASS studio

Sponsor tecnici Menini Stand, Modoluce, Grafica Atestina

 

Info

info@festivaldellebasse.it - www.festivaldellebasse.it

www.polomusealeveneto.beniculturali.it

 

Ufficio stampa

Francesca Zanardo

328 4780660 - zanardo@glass-studio.it

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