Data evento: 
da 12/05/2017 a 26/11/2017
Un progetto sul futuro della comunità

Francesca Montinaro

COMMUNITAS | IMMUNITAS   un progetto sul futuro della comunità

a cura di Raffaele Gavarro

 

dal 12 maggio al 26 novembre 2017

 

sede: Museo Archeologico Nazionale di Venezia

piazza San Marco, 52 – Venezia

 

La direzione del Museo Archeologico Nazionale di Venezia e il Polo Museale del Veneto sono liete di annunciare la mostra personale di

Francesca Montinaro

Communitas | Immunitas – Un progetto sul futuro della comunità,

curata da Raffaele Gavarro. con il patrocinio di UNHCR – The UN refugee agency e di SIOI – UNA Italy.

 

Communitas | Immunitas è una mostra che ragiona sulle tensioni che stanno caratterizzando nel nostro presente la convivenza di comunità tra loro differenti per tradizioni, culture e religioni. Un ragionare che pone al centro non solo quelle marginalità sociali da sempre esposte alle tensioni, ma anche quelle maggioranze che si scoprono riluttanti alla condivisione, divenendo più suscettibili a crescenti pulsioni d’isolamento e di rifiuto.

Communitas | Immunitas è dunque uno sguardo appassionato e implacabile sul nostro presente, con l’esplicita intenzione di aiutarci a immaginare un futuro diverso.

 

La figura della donna in questa mostra, come in tutta la ricerca di Francesca Montinaro, rappresenta un punto di riferimento costante per la comprensione e la denuncia delle problematiche della comunità. Essa ne è infatti il naturale e storico baricentro, sulla quale si continuano a concentrare tensioni collettive e individuali di fianco e insieme a quel ruolo di congiunzione e vitalizzazione che la donna ha tanto per le micro come per le macro comunità.

Non a caso le quattro sale del Museo Archeologico scelte per allestire la mostra sono quelle che ospitano le principali statue femminili delle Collezioni Grimani, corpi di marmo mutilati dal tempo, anch’esse vittime di una violenza che le ha modificate nella forma ma non di meno nel senso, e che Francesca Montinaro ha deciso di esaltare con una luce puntiforme, appropriandosene e rendendole parte della sua installazione.

La continuità tra passato, presente e futuro si trova così ad essere offerta in modo sensibile attraverso un’iconografia espressa da linguaggi, tecniche e tecnologie molto differenti, che nell’inedita contiguità offre emozionanti suggestioni. Le figure di donne di epoca classica, ellenistica e romana, la storia e l’immagine che offrono di sé, trova infatti continuità nei ritratti delle oltre 600 donne che vedete apparire sui 6 schermi installati nelle sale III e IV. Donne che si raccontano, e che ci parlano di loro e della relazione con la comunità alla quale appartengono, attraverso l’ostensione delle proprie mani aperte sulle quali è scritta una frase paradigmatica.

Nella sala V trovate l’opera dal titolo 11.146.312 metri. Un numero che corrisponde alla distanza percorsa a piedi da Ashra, e come lei da molti altri, per arrivare in Italia dall’Africa.

Si tratta di un’installazione composta da un tapis roulant collegato con un “cordone ombelicale” a un display contatore su cui appare il numero 11.146.312 metri che rappresenta la condizione di sconvolgimento epocale che ha prodotto quel cammino, ma anche il punto da cui l’artista ci invita a proseguire insieme verso il futuro.

Questo tapis roulant, non affatto dissimile da quello che tutti usiamo nelle palestre e sul quale camminiamo o corriamo senza meta per mantenerci in forma, è stato appositamente modificato dalla Technogym per la Montinaro. Tutti voi siete quindi invitati a salire su quel tapis roulant e a partecipare a un’azione collettiva per proseguire il percorso iniziato da Ashra anche solo per pochi metri, contribuendo a far crescere quella distanza iniziale in un andare comune, per poi condividere l’esperienza sulla rete con #camminaversoilfuturo.

 

Nella sala VI  l’installazione Ritratto della Sedia, chiude e al contempo riapre il senso della mostra.

Quella stessa sedia girevole sulla quale le protagoniste dei video si sono mostrate al mondo, è stata smontata dall’artista in tutte le sue singole componenti, perdendo così la sua funzionalità. È la semplice ed efficace metafora di come la chiusura nella sfera individuale, la riduzione nelle sue singole parti, comporti un decadimento della stessa Communitas.

I pezzi giacciono ordinati ed etichettati insieme ai guanti e agli strumenti utilizzati per smontarla, perché sia possibile rimontarla e riportarla alla sua funzione vitale.

 

Communitas | Immunitas, sono due termini contrapposti, che secondo la lezione del filosofo Roberto Esposito, costituiscono l’essenza del nostro convivere e della politica che lo regola. Ritornando all’origine dell’etimo, Esposito riporta il concetto di communitas a quel cum munus, a quel dono dell’uno verso l’altro, che ha appunto nell’immunitas il suo contrario, l’esonero da questo obbligo.

 

 

EN

 

Communitas | Immunitas is an exhibition that looks at the tensions troubling our current communities as a result of different traditions, cultures and religions. It observes not only that urban social class historically exposed to such tensions, but also that comfortable majority we discover to be reluctant about sharing and susceptible to a reaction of isolation and refusal.

Communitas | Immunitas therefore provides a passionate yet implacable overview of our present times, with the declared intention of helping us to imagine a different future.

 

Women are a constant reference point in this artwork, as they are in most of Francesca Montinaro’s research, in order to understand and debate the problems of our communities. They represent the natural, pivotal figure on which most of the collective as well as individual tensions tend to concentrate, alongside their historical role as remedy, immunisation and therefore revival of the communities.

That is why the four halls of the Museo Archeologico chosen for this exhibition are showing the main female statues from the Grimani collection, which Francesca Montinaro is enhancing through pointed spot lights, turning them into part of the installation.

The continuity between past, present and future is offered with sensitivity through an iconography made of different languages, materials and technologies which in an unexpected, contiguous mix produce exciting effects.

The feminine sculptures from classic, hellenic and roman history, with their shapes and images, provide continuity with the video portraits of over 600 women appearing on 6 screens installed in hall III and IV. Women who tell their stories, who speak about the relationship with their communities by displaying their open hand on which a paradigmatic phrase has been painted by the artist.

 

In hall V you will find the artwork entitled 11.146.312 meters, a number corresponding to the distance covered by Ashra, and many others like her, to walk from Africa to Italy.

It consists of an installation which includes a treadmill connected via an “umbilical cord” to a counter display showing “11.146.312 meters”, a number symbolizing the degree of momentous havoc produced by all such walks, but also the point where the artist invites all to continue the distance together, towards the future.

The treadmill, though purpose-built by Technogym for Montinaro, is not too different from the ones we use in our gyms walking and running aimlessly to keep in shape. You are all invited to go on that treadmill as part of a collective action aimed at furthering the distance started by Ashra, even if only by a few meters, so as to add to the distance, making it a universal movement and an experience which can be shared on the web through #camminaversoilfuturo.

 

In hall VI lies the installation Ritratto della Sedia (The Chair portrait) which closes and at the same time reopens the whole sense of the artwork.

The swinging chair on which the protagonists of the videos showed themselves has been dismantled by the artist in all its single components, thereby loosing its functionality. It is the simple yet effective metaphor of how closing ourselves into individual spheres, reducing ourselves into single parts, leads to a deterioration, to the actual decay of the Communitas.

All pieces lie together, labelled and lined up in an orderly fashion as are the gloves and tools used to dismantle it, so that it be possible to reassembled it and bring it back to its original function, as surely we must as soon as we can.

 

Communitas | Immunitas means two terms in contrast with each other which, according to the teachings of philosopher Roberto Esposito, constitute the essence of our coexistence and of the politics that regulate it.

Retracing the origin of the word, Esposito brings back the concept of communitas to that of cum-munus, to the gift of one towards another, which sees its opposite in the immunitas, the exemption from this obligation.

 

 

Francesca Montinaro vive e lavora a Roma.

È un artista multimediale e una scenografa, nota al grande pubblico per le installazioni sceniche realizzate per Fabio Fazio, Daria Bignardi e Corrado Formigli.

www.francescamontinaro.com

 

Info visitatori e stampa:

Museo Archeologico Nazionale Venezia

Tel. 0412967663 
Fax 0412967606
e-mail: pm-ven.archeologico@beniculturali.it

Venezia News: web@venezianews.it

Prometeogallery: info@prometeogallery.com

 

 

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